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Principi essenziali di funzionamento e dimensionamento di un impianto fotovoltaico.

Il solare fotovoltaico, da distinguersi dal solare termico utilizzato per la produzione di acqua calda, è dedicato alla sola produzione di energia elettrica sfruttando il cosiddetto “effetto fotovoltaico” dove una parte dello spettro solare stimolando gli elettroni del silicio crea carica elettrica.

Un impianto fotovoltaico si distingue in impianto di tipo “stand-alone” o “isolato” oppure in tipo “grid-connected” o “connesso alla rete”. I due impianti generalmente non possono coesistere per alimentare gli stessi apparati elettronici, attrezzature e macchinari (di seguito “carichi”), ma possono coesistere su due circuiti differenti, ad esempio utilizzare l’impianto isolato per l’illuminazione esterna del capannone o immobile in genere, e un impianto connesso alla rete per alimentare le attrezzature industriali, impianti di condizionamento o aspirazione, ecc.

Impianto “stand-alone”

Impianto “grid-connected”

I carichi elettrici per il loro funzionamento prelevano l’energia necessaria dalle batterie o dalla rete. Il collegamento generatore fotovoltaico - carichi elettrici generalmente non è mai diretto.

Aspetto fondamentale della realizzazione di un impianto fotovoltaico è il suo corretto dimensionamento. Approfondendo l’argomento sugli impianti “grid-connected” il requisito principale del suo dimensionamento è il consumo annuo dell’utenza tenendo conto anche delle prospettive di incremento dell’esigenza energetica negli anni successivi.
Se una utenza dispone di una potenza contrattuale da 20 kWp, ciò non interagisce sul dimensionamento ottimale di un impianto ma costituisce solamente la dimensione massima del generatore fotovoltaico di cui una utenza può disporre. Dimensione massima non coincide con dimensione ottimale che invece è legata:

    1. al consumo annuo dell’utenza,
    2. alla superficie disponibile,
    3. alla esposizione o orientamento della superficie stessa rispetto al Sud,
    4. all’eventuale aree di ombreggiamento della superficie,
    5. al budget disponibile da investire.

Un impianto fotovoltaico da 20 kWp realizzato con tecnologia cristallina(1), struttura fissa(2) e posizionato alla latitudine del Roma è in grado di produrre diversamente in funzione dell’orientamento e della inclinazione dei pannelli o “Tilt”(3).

Tabella: Produzione media annua in kWh/anno di impianto da 20kWp sito in Roma realizzato in moduli cristallino, struttura fissa, con perdita di sistema del 25%.

Orientamento \ Tilt

10°

20°

30°

40°

50°

60°

EST oppure OVEST

23.872

23.645

23.250

22.664

21.865

20.845

SUD-EST oppure SUD-OVEST

25.060

25.799

26.102

25.934

25.287

24.175

SUD

22.501

26.520

26.959

26.799

26.042

24.712

Se l’utenza in questione dispone di potenza contrattuale da 20 kWp, se l’orientamento della superficie è rivolta a Est (oppure Ovest), se i pannelli vengono posizionati con inclinazione di 10° ed il consumo annuo risulta essere di 23.500 kWh/anno, può ottenere un dimensionamento ottimale proprio con un impianto da 20 kWp. In questo caso la dimensione ottimale coincide con la dimensione massima installabile. Altrimenti la dimensione ottimale, a fronte di un consumo sempre di 23.500 kWh/anno, potrebbe essere un impianto di dimensione inferiore ai 20 kWp; ad esempio un impianto da 17,4 kWp orientato a Sud e con Tilt di 30° può produrre circa 23.572 kWp. Questo comporta un numero inferiore di pannelli, una struttura di supporto più piccola, un apparato di conversione o “inverter” di potenza inferiore, insomma un investimento di importo inferiore.
Si deve comunque sempre considerare che la produzione di un impianto è soggetto a logorio temporale, tale per cui deve essere sempre valutata una perdita di produttività di poco meno dell’ 1% annuo.

I maggiori produttori di pannelli fotovoltaici ad oggi oltre ad offrire garanzie di prodotto dai 2 ai 5 anni, offrono anche una garanzia di prestazione mediamente dell’90% al 10° anno e dell’80% al 25° anno.

I componenti essenziali di un impianto fotovoltaico “grid-connected” sono i pannelli o moduli fotovoltaici, le strutture di sostegno dei pannelli, i quadri di parallelo stringa, inverter o gruppo di conversione da corrente continua a corrente alternata, contatore di rilevamento della produzione.

Come viene gestito il rapporto con il gestore di rete?.

Nel caso di impianti connessi alla rete, i rapporti con il gestore della rete possono essere gestiti sia mediante compensazione tra quanto immesso in rete (produzione al netto dell'autoconsumo) e quanto prelevato oppure mediante un semplice rapporto di compravendita dell'energia prodotta e quella prelevata.
La compensazione, nel primo caso, agisce sulla parte della bolletta elettrica relativa alla computazione dei consumi. Le spese fisse e le tasse permangono in bolletta perché legate alla potenza contrattuale accordata con il gestore e al consumo effettivamente prelevato.

Se certe condizioni non consentono al generatore fotovoltaico di produrre energia elettrica (tempo nuvoloso o orario notturno), ciò non produce effetti sul funzionamento delle attrezzature e macchinari, perché, come già accennato, il loro funzionamento è garantito dall’energia erogata dal gestore di rete ed i carichi non sono collegati direttamente al generatore fotovoltaico.

In caso di black-out della rete (creato dal gestore per attività di manutenzione o per problemi tecnici), l’impianto interrompe la sua erogazione dell’energia alla rete e le attrezzature e macchinari che assorbono energia dalla rete cessano la loro attività. Le ragioni di ciò risiedono nelle caratteristiche tecniche dell’impianto tale per cui il black-out provoca una interruzione di funzionamento dell’inverter che non percependo più i segnali derivanti dalla rete, come ad esempio la frequenza di rete (50 Hz), non effettua alcuna attività di conversione AC/DC.
Trattasi comunque di una misura di sicurezza richiesta dal gestore della rete per salvaguardare la propria rete e, ad esempio, i tecnici che operano sulla linea.
Solo dei gruppi di continuità possono garantire la continuità della attività, ma questo aspetto prescinde dalla esistenza o meno di un impianto fotovoltaico.
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(1) Trattasi di pannelli realizzati in silicio mono o policristallino, le altre tecnologie esistenti sono quelle in silicio amorfo, in tripla giunzione, in CdTE, ecc.
(2) La struttura di supporto è realizzata con profili di alluminio generalmente fissa. Vi è la possibilità di installare il generatore fotovoltaico su una struttura non fissa ad inseguimento solare: -monoassiale, ove è ammessa la possibilità di modificare (manualmente o meccanicamente) l’inclinazione dei pannelli rispetto alla superficie piana (esempio da 10° a 60°) o l’orientamento dei pannelli (da Est a Ovest); -biassiale, ove le possibilità di inseguimento avviene sia mediante modifica dell’inclinazione che dell’orientamento.
(3) L’inclinazione dei pannelli agisce sulla distanza tra le file dei pannelli per ridurre l’effetto di ombreggiamento reciproco.
(4) Ipotesi di regime contrattuale definito con il gestore di rete chiamato “Scambio sul posto”. Per i dettagli e altri regimi contrattuali si veda il paragrafo 2
Moduli Cristallini
 
Le celle commerciali
La tipica cella fotovoltaica è costituita da un sottile wafer, di spessore di 0,25÷0,35 mm circa, di silicio mono o policristallino. Essa è generalmente di forma quadrata e di superficie pari a circa 100 cm2, (sino a 225) e si comporta come una minuscola batteria, producendo mediamente nelle condizioni di soleggiamento standard (1kW/m2) e a 25°C una corrente di 3 A, con una tensione di 0,5 V, quindi una potenza di 1,5 Watt. L’attuale processo di fabbricazione delle celle si basa sull’utilizzo del silicio:
celle cristalline
-monocristallino dell'industria elettronica, che richiede materiale molto puro( le esigenze di purezza nel fotovoltaico sono inferiori);
-policristallino ottenuto dalla fusione degli scarti dell’industria elettronica, solidificazione direzionale e riduzione del lingotto in fette.
La fabbricazione del modulo
Le celle solari costituiscono un prodotto intermedio dell’industria fotovoltaica: forniscono valori di tensione e corrente limitati in rapporto a quelli normalmente richiesti dagli apparecchi utilizzatori, sono estremamente fragili, elettricamente non isolate, prive di supporto meccanico. Esse vengono, quindi, assemblate in modo opportuno a costituire un’unica struttura: il modulo fotovoltaico; una struttura robusta e maneggevole, in grado di garantire molti anni di funzionamento anche in condizioni ambientali difficili.

Il processo di fabbricazione dei moduli è articolato in varie fasi: connessione elettrica, incapsulamento, montaggio cornice, scatola di giunzione.
-La connessione elettrica consiste nel collegare in serie-parallelo le singole celle per ottenere i valori di tensione e di corrente desiderati. Per ridurre le perdite per disaccoppiamento elettrico è necessario che le celle di uno stesso modulo abbiano caratteristiche elettriche simili tra loro.
-L’incapsulamento consiste nell’inglobare le celle fotovoltaiche tra una lastra di vetro e una di plastica, tramite laminazione a caldo di materiale polimerico. È importante che l’incapsulamento, oltre a proteggere le celle, sia trasparente alla radiazione solare stabile ai raggi ultravioletti e alla temperatura, abbia capacità autopulenti e consenta di mantenere bassa la temperatura delle celle. In linea di principio la vita di una cella solare è infinita; è pertanto la durata dell’incapsulamento a determinare la durata di vita del modulo, oggi stimabile in 25-30 anni.
-Il montaggio della cornice conferisce al modulo maggiore robustezza e ne consente l’ancoraggio alle strutture di sostegno.
-La scatola di giunzione posta sul retro del moduli è adibita al contenimento dei diodi di blocco.
modulo fotovoltaico

Moduli a tecnologia Vetro-Vetro
Questa tipologia poco si presta ad una realizzazione di dimensioni standard dei moduli tali da poter definire un catalogo prodotti definito. I moduli vetro-vetro vengono realizzati su ordinazione, in questo modo le misure richieste permettono il raggiungimento di alti livelli di integrazione architettonica.


Questi moduli generalmente vengono utilizzati per le facciate di edifici dove viene richiesto un certo livello di illuminazione interna e contemporaneamente una limitazione della visuale dell'interno.

moduli vetro-vetro

I moduli vetro-vetro contengono al loro interno le singole celle e la distanza sul piano tra le stesse consente la creazione della trasparenza richiesta in fase di progetto.
A parità di superficie quindi, una maggiore distanza tra le celle garantisce un maggiore grado di illuminazione dei locali. Questo ovviamente implica un minor impiego di celle e quindi una minore potenza nominale garantita.

Solo la fase progettuale consente l'ottenimento della migliore soddisfazione del cliente nel giusto equilibrio tra efficienza del moduli fotovoltaico in termine di produzione e illuminazione interna dei locali.

Esempi di alcune configurazioni possibili espresse per m2:

Numero Celle
%Trasparenza
%Opacità
Potenza (wp)
16
61
39
62
20
51
49
78
25
39
61
97
30
27
73
117
36
12
88
140

I film sottili

Su un substrato di vetro viene depositato uno strato di materiale trasparente e conduttore (ad es. ossido di stagno). Tale strato viene parzialmente asportato ottenendo in tal modo una serie di elettrodi che costituiscono i contati anteriori delle singole giunzioni. Successivamente viene depositato in sequenza il silicio amorfo. Anche in seguito al deposito del silicio amorfo si procede alla parziale asportazione del materiale (mediante laser spattering) in modo da realizzare una serie di giunzioni. Infine, tramite deposizione e parziale asportazione di alluminio o argento viene realizzata una nuova serie di elettrodi che costituiscono i contatti posteriori delle giunzioni. In questo modo, mediante un unico processo che prevede varie sequenze di deposizione e di asportazione di materiale si realizza un insieme di giunzioni collegate in serie fra loro.

Questa tecnologia punta sulla riduzione del costo della cella e sulla versatilità d’impiego (ad esempio la deposizione del film su materiali da utilizzare quali elementi strutturali delle facciate o coperture degli edifici), anche se resta da superare l’ostacolo rappresentato dalla bassa efficienza. La tecnologia a film sottile può risolvere il problema dell’approvvigionamento del materiale, in quanto, comportando un consumo di materiale molto limitato, potrebbe permettere lo sviluppo di processi produttivi dedicati, che non dipendano dall’industria elettronica.
Inoltre, utilizzando questa tecnologia è possibile ottenere moduli leggeri e flessibili.

silicio amorfo
   

Funzionalità

Il sole riversa ogni anno sul nostro pianeta una quantità di energia 15.000 volte superiore ai consumi attuali dell’umanità. Questa immensa potenzialità a oggi è sostanzialmente inutilizzata.

La possibilità di trasformare l’energia solare in energia elettrica fu scoperta nella prima metà dell’800. Nei primi anni del ‘900, Albert Einstein descrisse le leggi fisiche del fenomeno, inquadrandolo in una rigorosa struttura matematica. Solo dopo la seconda guerra mondiale, grazie allo sviluppo dei semiconduttori, furono realizzati in modo sistematico generatori fotovoltaici, costituiti da una pluralità di celle al silicio, incapsulate in pannelli di cristallo, allo scopo di creare moduli tra loro collegabili elettricamente.

Negli anni 80 del secolo scorso si passò quindi all’industrializzazione dei processi produttivi dei moduli stessi. In questo modo si determinò una forte riduzione dei costi, tale da far nascere l’attuale mercato del solare elettrico. Oggi la sua velocità cresce di oltre il 40% all’anno.

I moduli, connessi tra loro, generano una corrente continua mutevole coi capricci del tempo, come mutevole è il flusso della luce che il sole riversa a terra.

Lo sfruttamento di questa energia è dunque legato alla capacità tecnica di convertirla in energia elettrica monofase o trifase, coerente per tensione e frequenza agli standard normalmente utilizzati dai sistemi di utenza. E ciò con il massimo rendimento possibile.

La macchina che consente questa conversione è l’inverter solare. Esso rappresenta l’elemento di collegamento tecnologicamente più complesso tra i moduli solari e la rete elettrica di utilizzo, richiedendo pertanto una progettazione mirata a questo specifico impiego e consolidata da numerose esperienze applicative.

Anche per l'inverter vige la distinzione definita per il generatore fotovoltaico: inverter "grid-connected" e inverter "stand-alone".

Nell'ambito degli inverter "grid connected" possiamo ulteriormente dintinguere gli inverter in "monofase" e "trifase". Gli inverter "monofase" vengono applicati a generatori fotovoltaici di tipo residenziale di piccola taglia (fino a 6kWp), gli inverter "trifase" trova la sua applicazione ideale per i generatori fotovoltaici a supporto di consumi di tipo industriale (superiori a 6kWp).

 

 

 

La caratteristica fondamentale del sistema di incentivazione è la remunerazione dell'energia prodotta dall'impianto con una tariffa incentivante che può essere concessa a tutti gli impianti non inferiore a 1 KWp. L'organo preposto ad erogare questo servizio è il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) ed è a lui che va inoltrata la richiesta per la concessione della tariffa incentivante, la quale deve esser fatta immediatamente dopo l'inizio del funzionamento dell'impianto fotovoltaico (entrata in esercizio).

La seguente tabella mostra il valore dell'incentivo nel 2009 a seconda dell'appartenenza dell'impianto ad una fascia di potenza ed alla tipologia di installazione.

Potenza nominale dell'impianto (KwP)
Impianto NON INTEGRATO
Impianto PARZIALMENTE INTEGRATO
Impianto INTEGRATO
da 1 a 3
0,392 €/kWh
0,431 €/kWh
0,480 €/kWh
> di 3 fino a 20
0,372 €/kWh
0,412 €/kWh
0,451 €/kWh
> 20
0,353 €/kWh
0,392 €/kWh
0,431 €/kWh

L'incentivo può essere incrementato del 5% nei segueti casi:

  • impianti a terra di potenza superiore a 3 kWp se, nell'arco dell'anno, almeno il 70% dell'energia prodotta viene autoconsumata;
  • impianti a servizio di scuole pubbliche o parificate;
  • impianti a servizio di strutture sanitarie pubbliche;
  • impianti con integrazione architettonica che vadano a sostituire coperture in eternit o comunque contenente amianto;
  • impianti a servizi di enti locali con popolazione residente inferiore a 5000 abitanti.

Gli incentivi hanno la durata di 20 anni e ad oggi sono disponibili incentivi per tutte le richieste ammesse fino ad una potenza cumulata di 1200 MW. Al raggiungimento di tale limite saranno disponibile ulteriori 14 mesi per presentare le richieste ed ottenere comunque il riconoscimento dell'incentivo.

Il soggetto titolare di un impianto fotovoltaico può cumulare l'incentivo in conto energia con il beneficio derivante dal rendere disponibile nel sistema elettrico l'energia rimasta inutilizzata attraverso due modalità alternative: la vendita dell'energia prodotta al distributore, o fruire dello scambio sul posto (SSP). Quest'ultimo è il servizio erogato dall'impresa distributrice (Enel, Acea, ecc...) competente nell'ambito territoriale in cui è ubicato l'impianto dell'utente, che consiste nell'operare un saldo annuale tra l'energia elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore ai 200kW e l'energia elettrica prelevata dalla rete.

Per effetto della delibera Aeeg n°74/2008 dal 1° Gennaio 2009 le modalità di funzionameto e le condizione tecnico-economiche del SSP sono cambiate e sarà regolato da una convenzione sottoscritta dall'utente e dal GSE e cmporterà per gli utenti nuovi adempimenti nuovi in ordine all'immissione in rete dell'energia autoprodotta e dal prelievo dell'energia richiesta. Gli utenti aderenti al servizio di scambio sul posto dovranno conferire tutta l'energia autoprodotta nel sistema eletttrico gestito dal GSE e al contempo acquistare , presso il fornotore territoriale competente, l'energia necessaria a coprire i propri consumi. Il costo sostenuto per l'acquisto dell'energia sarà succesivamente rimborsato dal GSE mediante un contributo in conto scambio che sarà quantificato periodicamente in misura pari al minore tra il controvalore dell'energia a suo tempo conferita e il valore dell'energia prelevata, al netto dell'IVA pagata.

Nel caso in cui il valore dell'energia elettrica immessa sia superiore a quello dell'energia elettrica prelevata, nella menzionata delibera è ritenuto opportuno che tale maggiore valore venga riportato a credito negli solari successivi compatibilmente con le disposizioni vigenti.

Ma davvero si azzera la bolletta?

Con il nuovo Conto Energia la riduzione della sua bolletta è in misura dei suoi consumi rispetto alla quantità di energia da lei prodotta. Vale a dire che dovrà corrispondere l'importo pari all'energia prelevata dalla rete se questa non è autopodotta e non dispone di crediti nei suoi confronti. Ad esempio se è stato installato un impianto fotovoltaico, e questo come è noto produce solo nelle ore diurne, l'energia consumata nelle ore notturne è quella che di solito viene addeditata in bolletta. Invece con un impianto ibrido (fotovoltaico ed eolico) si potrebbe azzerare l'importo relativo alla voce in boletta dellìenegia fornita.

Ovviamente le imposte continuerà a pagarle!

Per quanti anni sono erogate le tariffe incentivanti e che cosa succede al termine del periodo di incentivazione?

La durata del periodo di incentivazione è di 20 anni ed al termine di questo periodo non si interrompono i benefici derivanti da:

  • scambio sul posto dell'elettricità per gli impianti di potenza non superiore ai 200kW che abbiano optato per questa disciplina
  • remunerazione dell'elettricità consegnata alla rete per tutti gli impianti ad eccezione di quelli di potenza fino ai 200kW che abbiano optato per lo scambio sul posto.

In quanto tempo rientro dall'investimento?

Grazie alle tariffe del conto energia si stima un tempo di ritorno del capitale investito tra gli 8 e i 12 anni poichè bisogna tener conto di diverse varibili come le quantità di radiazione solare disponibile, il costo per kW del'investimento, la valorizzazione dell'eneria prodotta e l'eventuale riconoscimento del premio legato ad un uso effiente dell'energia.